Sala VIII: Le necropoli romane

In età romana era uso comune collocare le sepolture al di fuori dei confini della città e lungo le sue vie di accesso: per questo motivo il rinvenimento di necropoli appartenenti a questa fase definisce il limite del centro abitato.

Le necropoli romane sono databili dall'inizio della romanizzazione fino al II secolo d.C., con una massima concentrazione della loro diffusione tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C., periodo che coincide con quello di massimo sviluppo di Este, a cui seguì una rapida decadenza.

Il rito più rappresentato è quello della incinerazione (o cremazione), prevalente nel I secolo d.C. e usato almeno fino agli inizi del II secolo d.C., quando iniziò a diffondersi il rito della inumazione .
La maggior parte delle tombe rinvenute erano collocate all'interno di recinti destinati alla sepoltura di interi nuclei familiari.
La loro estensione era identificata da cippi che riportavano le misure del recinto in larghezza (sul fronte strada) e in profondità (verso la campagna). Un esempio interessante è quello della Necropoli Rebato, in cui erano presenti ben 52 sepolture della stessa famiglia di cui 11 erano segnalate da cippi circolari con coperchio.

I cippi funerari non solo indicavano il luogo della sepoltura, ma dovevano anche portare il ricordo del defunto attraverso un suo ritratto, spesso di coppia. L'iscrizione aveva il compito di nominare il defunto e riconoscere il suo ruolo in vita (padre, soldato, magistrato, etc.).

Per gli antichi romani il terreno destinato alle sepolture aveva un carattere fortemente sacro e inviolabile: per questo spesso i cippi funerari riproducono immagini di cani e leoni, che dovevano difendere il riposo del defunto da ogni possibile intrusione.

La sepoltura era così importante che le persone prive di mezzi economici si riunivano in associazioni allo scopo di garantire a tutti i soci una degna sepoltura e una tomba decorosa.

Questa sezione espone anche un'interessante collezione di vetri antichi.

Brocca in vetro blu. Tomba Rebato 59. Secondo quarto del I secolo d.C.; da Via Caldevigo, Campo Alto al Cristo. Scavi del 1907-1909.

 

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Testa di bambino in marmo: la resa dei capelli è tipica dell'età tardo severiana. Prima metà del III secolo d.C.; località di provenienza imprecisata.Cippi funerari a edicola. Necropoli Rebato.Cippo funerario con divisa militare e leoni. Prima metà del I secolo d.C.; necropoli Rebato, tomba 36. Località Caldevigo. Scavi del 1907-1909Ossuario in vetro blu di pregevole fattura: era contenuto in una semplice buca. Tomba Benvenuti 23. Prima metà del I secolo d.C.; da Via Santo Stefano. Scavi del 1902.Strumenti del medico: dalla tomba del medico. Terreni Capodaglio.