La prima raccolta pubblica di antichità

  LA PRIMA RACCOLTA PUBBLICA DI ANTICHITA’: il Museo Civico Lapidario


La prima raccolta pubblica che impedisse la dispersione delle antichità di Este fu istituita da Vincenzo Fracanzani. A lui si deve l’istituzione del Museo.

La prima sede del Museo Civico Lapidario fu la piccola chiesa di Santa Maria dei Battuti, all’interno del grande convento di San Francesco.

1834: il primo nucleo del museo è formato dalla collezione Alessi, che il comune acquista “con notevole dispendio” e grazie all’aiuto di generosi cittadini. Ad essa si aggiunge la collezione Contarini, donata dal nuovo proprietario della Vigna Contarena.
Con queste collezioni si assicura alla proprietà pubblica un consistente insieme di importanti monumenti, fra cui spicca il masso del Monte Venda con l’iscrizione che regola i confini tra il territorio di Este e quello di Padova.

Fracanzani affida la custodia del piccolo museo ad Eugenio Gasparini, serio e appassionato raccoglitore delle cose antiche che emergevano sporadicamente nel territorio. Contemporaneamente incarica Giuseppe Furlanetto di redigere il catalogo del museo, ricco di 89 pezzi tra epigrafi, elementi architettonici e frammenti di statue.

1858: si festeggia il “riordinamento del Civico Museo". Scorrendo le pagine del registro con le firme dei visitatori emerge subito il successo che il nuovo museo riscuote fin dai primi anni di vita, sia localmente che a livello nazionale ed internazionale.
1867: anche Teodoro Mommsen esprime il suo apprezzamento per i tesori esposti e per l’opera di Isidoro Alessi. A ricordo della visita del famoso storico tedesco resta il testo di una lapide dedicatagli nel museo.

Dopo la morte di Gasparini il comune deve provvedere ad un nuovo direttore: dopo una breve reggenza dell’abate Francesco Soranzo, nel 1874 viene nominato Alessandro Prosdocimi, un giovane professore.

1876: si scoprono casualmente, in un podere di proprietà del conte Girolamo Boldù Dolfin a Canevedo, sette tombe. Due di esse contengono ricchi corredi e bellissime situle bronzee decorate a sbalzo. Questa scoperta conferma a Prosdocimi l’esistenza a Este, prima di Roma, di una importante civiltà.

1877 - 1880: Prosdocimi conduce campagne sistematiche di scavo nelle aree di necropoli preromane da lui individuate tutto attorno alla città.

1879: entra nella storia della ricerca archeologica ad Este il nome della villa Benvenuti, legata ad Alvise Cornaro, il grande umanista cinquecentesco che in quell’area aveva una casa frequentata da artisti e letterati come il Ruzzante. Nel corso dei lavori di sistemazione del parco si rinvengono alcuni oggetti antichi che vengono subito donati al museo: tra questi spicca una eccezionale fibula in bronzo a carro, che fa intuire a Prosdocimi la centralità e l’importanza dell’area della villa in età antica.

Proprio in occasione degli scavi di villa Benvenuti inizia la sua collaborazione al museo Alfonso Alfonsi.