L'istituzione del Museo Nazionale Atestino

 Cartolina storica: sala della sezione romana.

 

L’ACQUISTO DEL CASTELLO E L’ISTITUZIONE DEL MUSEO NAZIONALE ATESTINO

Marzo 1883: il consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria, autorizzò la giunta a stipulare con i signori da Zara il definitivo contratto d’acquisto del castello e del palazzo Mocenigo, destinato a nuova sede museale.

1885: il consiglio comunale chiese ufficialmente la nazionalizzazione del museo. 

1887: venne emanato il Decreto Reale di istituzione del Museo Nazionale Atestino della cui direzione fu incaricato Alessandro Prosdocimi.

1888: viene firmata una convenzione con cui il comune cede in deposito perpetuo allo stato le raccolte civiche, destinando a sede definitiva del museo il palazzo Mocenigo.

Il progetto di adattamento dell'antico edificio a sede del museo venne approvato nel 1884: l'opera più impegnativa era costituita dall'aggiunta di un corpo nuovo destinato a contenere l'atrio con la direzione e una nuova scala di accesso ai piani superiori.

Il piano scientifico della nuova esposizione viene redatto da Prosdocimi con l’aiuto di Ghirardini: alla base della sistemazione che essi dettero al museo vi fu il rispetto dell'ordinamento topografico e il mantenimento delle originarie distinzioni dei corredi tombali, privilegiando nell'esposizione gli aspetti storici su quelli artistici.

Al primo piano fu prevista la sistemazione dei materiali degli abitati pre e protostorici nella prima sala e l’esposizione in ordine topografico nella seconda e terza sala dei corredi tombali; nella quarta sala furono collocati i reperti del santuario di Reitia e la quinta fu destinata a magazzino.

Al pianterreno fu ordinata la sezione romana con i materiali delle necropoli nella prima sala e sculture ed elementi architettonici nella seconda; nella terza e quarta sala furono collocate le iscrizioni dell’agro atestino e le iscrizioni e le antichità di altri territori circostanti. In due piccoli ambienti a destra dell’ingresso furono esposte le opere medievali e moderne.

1895: viene eseguito il trasporto delle collezioni preromane dalla sala superiore della chiesa di San Francesco alla nuova sede e nell'anno successivo vengono spostati anche i materiali del lapidario conservati nella chiesa di Santa Maria dei Battuti.

1896: il territorio perde definitivamente le collezioni degli Obizzi, che lasciano il Catajo e vengono portate a Vienna. I materiali di Este vengono divisi tra il Kunsthistorisches e il  Naturhistorisches Museum, dove si trovano ancora oggi.

Nella seconda metà degli anni novanta l'economia di Este attraversa un momento di notevole trasformazione, con l'impianto di alcune grandi fabbriche, l'arrivo dell'energia elettrica e il nascere di varie attività industriali.

6 luglio 1902: si celebra l’inaugurazione della nuova sede, in questo clima di migliorate condizioni economiche e sociali.

 Cartolina postale: atrio del Museo.   

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